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Storia
Risalendo nel tempo attraverso manoscritti conservati presso gli Archivi di Stato e Parrocchiale, l’Azienda Vitivinicola Mossi viene censita nel primo Estimo Rurale Farnese del 1558 relativo al Comune di Ziano Piacentino (Piacenza). In tale documento, si legge che Jo. Francesco Mossi, nato nel 1516, era il capo famiglia, aveva moglie e sei figli, una casa, del bestiame e dei terreni "culti, affilagnati e vineati” in Località Albareto. Da allora, quattordici generazioni si sono succedute, sempre in Albareto, a coltivare uva e produrre vini tipici piacentini.
Dal giugno 2014 Luigi Mossi ha passato il testimone della Cantina ad una giovane coppia composta da Marco Profumo e Silvia Mandini. Obiettivo dei coniugi è quello di attualizzare l’immagine del marchio, personalizzandolo e rafforzandolo, senza snaturarne il passato.
Le Sfide
Nel segno della continuità con la proprietà precedente, l'azienda ha intenzione di portare avanti tre grandi lotte che furono già della famiglia Mossi.
1) La valorizzazione dell’Ortrugo, una varietà dotata di un grande potenziale grazie alla sua freschezza e piacevolezza di beva.
2) La promozione della Malvasia Rosa, una mutazione genetica naturale della Malvasia di Candia Aromatica; la Cantina Mossi ha tenuto a battesimo uno dei primi vigneti sperimentali e oggi è una delle tre aziende che produce Malvasia Rosa a livello mondiale.
3) La diffusione della varietà Ervi, un incrocio tra Barbera e Croatina, pensato per produrre una sorta di “Gutturnio in pianta”. Il risultato è una varietà con l’acidità e la produttività della Barbera e la ricchezza di tannino, alcol e colore della Croatina.
Non solo Vino
A marchio Mossi sono distribuiti prodotti gastronomici realizzati con materie prime provenienti da coltivazioni italiane come le mostarde, le confetture extra, il miele, gli aceti, l’olio extra vergine d’oliva, le gelatine extra, la passata di pomidoro e le grappe. 
Chi viene a visitare la Cantina è affascinato dai panorami che si possono ammirare dalle dolci colline che la circondano, ammantate di vigneti, ebbre di profumi e sapori di una volta.
La stessa atmosfera si ritrova nel Museo Contadino che raccoglie oggetti unici provenienti dalla quotidianità della passata vita contadina e che, come la Mossi, hanno una storia unica da raccontare.
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